Che cos'è l'etica?
L'etica (filosofia morale) è il pensare con attenzione a ciò che è giusto e sbagliato, buono e cattivo. Si chiede: Che cosa devo fare? Che tipo di persona devo essere? Come dobbiamo vivere insieme?
- Valori: le cose che riteniamo importanti, come onestà, gentilezza, giustizia, rispetto, libertà.
- Morale: le convinzioni su giusto e sbagliato con cui vive una persona o un gruppo.
- Legge ed etica: una cosa può essere legale ma poco gentile (non mantenere una promessa a un amico), oppure illegale ma coraggiosa (una protesta pacifica contro una legge ingiusta). L'etica va oltre la legge.
- Un dilemma morale è una scelta in cui i valori si scontrano, per esempio onestà contro lealtà.
Le conseguenze: l'utilitarismo (Bentham e Mill)
Jeremy Bentham (XVIII secolo) sosteneva che l'azione giusta dà la maggiore felicità al maggior numero di persone. Si sommano piacere e dolore di tutti quelli coinvolti e si sceglie il totale migliore. John Stuart Mill aggiunse che alcuni piaceri (imparare, l'amicizia) valgono più di altri.
Punti di forza: è semplice, considera tutti allo stesso modo, si adatta alle politiche pubbliche (vaccini per tutti).
Punti deboli: è difficile prevedere e misurare la felicità; potrebbe permettere di far del male a pochi se molti ne traggono vantaggio, e questo ci sembra ingiusto.
Il dovere: l'etica di Kant
Immanuel Kant (XVIII secolo) sosteneva che un'azione è giusta se nasce dal dovere, non dai risultati. I suoi test (l'imperativo categorico):
- Legge universale: agisci solo secondo una regola che vorresti seguita da tutti. «Mentire quando conviene» non regge: se tutti mentissero, nessuno crederebbe più alle parole.
- Rispetto delle persone: tratta le persone sempre come fini in se stesse, mai solo come strumenti per il tuo scopo.
Punti di forza: protegge diritti e dignità; le regole sono chiare. Punti deboli: è rigida quando i doveri si scontrano (dire la verità o proteggere un amico dal danno).
Virtù e carattere
Aristotele (antica Grecia) si chiedeva: Che cosa farebbe una persona buona? Il buon carattere si costruisce con le abitudini. Una virtù è il saggio punto di mezzo (il giusto mezzo) tra due estremi:
| Troppo poco | Virtù | Troppo |
|---|---|---|
| Codardia | Coraggio | Temerarietà |
| Avarizia | Generosità | Sperpero |
| Maleducazione | Gentilezza sincera | Adulazione |
Una vita piena e felice (eudaimonia) nasce dal vivere secondo virtù. Idee simili compaiono in molte tradizioni, per esempio l'idea indiana di dharma (il giusto dovere) e la via di mezzo buddhista. Integrità significa comportarsi allo stesso modo dentro e fuori.
Coscienza, libertà e responsabilità
La coscienza è la voce interiore che giudica le nostre azioni giuste o sbagliate. È formata da famiglia, cultura, ragione ed esperienza, quindi va educata e a volte può sbagliare.
Libero arbitrio: possiamo scegliere tra diverse possibilità. Se le nostre azioni fossero del tutto obbligate (determinismo), lode e biasimo avrebbero poco senso. La maggior parte dei pensatori dice che siamo abbastanza liberi da essere responsabili: dobbiamo rispondere delle nostre scelte e dei loro effetti, e rimediare quando facciamo del male agli altri.
I valori sono universali? Metaetica ed etica applicata
La metaetica si chiede che cosa significhi davvero «buono». Gli oggettivisti dicono che alcune verità morali valgono per tutti (la crudeltà per divertimento è sbagliata ovunque). I relativisti dicono che la morale dipende dalla cultura. Molti concludono: le usanze cambiano, ma valori di base come giustizia, cura e non fare del male agli innocenti si trovano quasi ovunque, come nella Dichiarazione universale dei diritti umani.
L'etica applicata usa queste idee su problemi reali:
- Ambiente e animali: doveri verso le generazioni future; evitare sofferenze inutili agli animali.
- Lavoro: onestà, fare bene il proprio mestiere, giusta paga, niente corruzione.
- Relazioni: fiducia, rispetto, consenso, lealtà nell'amicizia e nell'amore.
- Tecnologia e medicina: privacy, intelligenza artificiale, donazione di organi.
- Pace: la non violenza (praticata da Gandhi), giustizia e perdono.
Formule e definizioni chiave
- Conseguenze (utilitarismo): azione giusta = massimo bene totale − danno, per tutti
- Dovere (Kant): agisci solo secondo una regola che tutti potrebbero seguire; tratta le persone come fini
- Virtù (Aristotele): giusto mezzo tra il troppo poco e il troppo
- Libertà → scelta → responsabilità
- Oggettivismo (alcuni valori valgono per tutti) contro relativismo (i valori dipendono dalla cultura)
Esempi svolti
1. Un negoziante ti dà ₹100 di resto in più. Usa le tre lenti.
Conseguenze: tenerli ti fa guadagnare ₹100, ma il negoziante perde ₹100 e potrebbe essere rimproverato; il bene totale non aumenta e la fiducia cala. Dovere: «tieni i soldi in più quando gli altri sbagliano» non può essere una regola per tutti. Virtù: una persona onesta li restituisce. Tutte e tre dicono: restituisci i soldi.
2. Dai un punteggio a due progetti per un parco con la lente delle conseguenze. Progetto A: +4 per 10 bambini, −2 per 5 vicini. Progetto B: +2 per tutte le 15 persone.
A: 10 × 4 − 5 × 2 = 40 − 10 = 30. B: 15 × 2 = 30. I totali sono uguali, quindi questa lente non decide; l'equità (dovere/virtù) può preferire B perché nessuno subisce un danno.
3. Un amico ti chiede di nascondere che ha rotto il vetro di una finestra della scuola. Qual è il dilemma e una buona risposta?
Lo scontro è tra lealtà da una parte e onestà ed equità dall'altra (qualcun altro potrebbe essere accusato). Dovere: mentire non può essere una regola universale. Virtù: coraggio e onestà. Buona risposta: incoraggia il tuo amico a dirlo da solo all'insegnante e offriti di andare con lui.
4. Mangiare carne è sempre sbagliato? Mostra come rispondono il relativismo e l'oggettivismo.
Relativista: dipende dalla cultura e dalle circostanze; molte culture lo accettano, altre (per esempio molte tradizioni vegetariane indiane) lo rifiutano. Oggettivista: potrebbe esistere un dovere universale di evitare la sofferenza inutile, quindi almeno gli allevamenti crudeli sarebbero sbagliati ovunque. Il dibattito mostra come l'etica applicata usa la teoria.
Errori comuni
- Pensare che legale significhi sempre etico. Legge ed etica si sovrappongono, ma non sono la stessa cosa.
- Pensare che l'utilitarismo voglia dire «ciò che rende felice me». Conta la felicità di tutti allo stesso modo.
- Pensare che Kant vieti di farsi aiutare da qualcuno. Vieta di usare le persone solo come strumenti, senza rispetto per loro.
- Pensare che una virtù sia averne il massimo. È il giusto mezzo equilibrato, per esempio coraggio, non temerarietà.